Speciale Basket: Libri sotto l’ombrellone

Hai voglia di basket anche sotto l’ombrellone? Soddisfa la tua sete di palla a spicchi con questa selezione di libri perfetti per l’estate!

“Enciclopedia del basket. Allenarsi al successo” di Hal Wissel

Imparare e insegnare le tattiche e le abilità del basket può essere difficile. Metterle in pratica durante le partite può diventare problematico. Padroneggiarle alla perfezione può richiedere lo sforzo di tutta una vita. È possibile che un unico libro sia in grado di fornire tutte le istruzioni necessarie per raggiungere ciascuno di questi obiettivi? Prima di tutto bisogna conoscere il modo giusto di eseguire una determinata azione. Fatto! Poi si deve ripetere quell’azione più e più volte, facendosi correggere da un esperto finché non si sarà in grado di eseguirla in maniera corretta. Fatto! Poi ci si deve allenare instancabilmente con esercizi specifici per rendere l’esecuzione efficace ed efficiente. Fatto! In “Enciclopedia del basket” il coach Hai Wissel copre l’intera progressione di sviluppo tecnico e tattico che serve per diventare un giocatore completo. Spaziando dai fondamentali del lavoro di piedi ai principi chiave della difesa, questa guida descrive nel dettaglio le abilità e le tattiche necessarie per eccellere nel basket dei giorni nostri. Ogni step di questo volume, con tematiche quali la ricezione, il tiro e i giochi a due e a tre, è pensato appositamente per condurre i giocatori al successo in ogni situazione di gioco.

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Enciclopedia del Basket

 

Kobe Bryant

“Un italiano di nome Kobe. Il nostro amico Bryant: la storia mai raccontata” di Andrea Barocci

A sette anni si calava dal balcone della villetta dove viveva per correre verso il campetto all’aperto dei padri Stimmatini di Rieti. A nove costruiva canestri improvvisati in un parcheggio di Pistoia. A undici andava a scuola dalle suore a Reggio Emilia e giocava a biliardino. Come un qualsiasi bambino italiano. Ma Kobe Bryant era nato a Philadelphia il 23 agosto 1978. Poco tempo dopo quell’avventura nel nostro paese sarebbe diventato uno dei miti dello sport mondiale, vincendo cinque titoli NBA e due ori olimpici. Risultato raggiunto grazie anche, o forse soprattutto, al fatto di essere cresciuto in Italia. Assimilando una cultura e un’organizzazione di vita differenti anni luce da quelle in cui erano immersi i coetanei americani. Sui nostri campetti ha imparato i fondamentali del basket, il senso della sfida, ha capito cosa volesse dire sentirsi libero. Come? Ce lo raccontano i compagni di squadra, i coach, gli amici di un tempo. Episodi che aiutano a comporre il ritratto di un grande personaggio. La curiosa avventura per un autografo chiestogli quando indossava la maglia della Reggiana, l’incontro con Clarence Kea in un autogrill. I retroscena di quella volta in cui ballò sul palco al concerto di un famoso rapper. E poi l’approccio con il basket della futura leggenda quando era ai primi passi sul parquet. “Mi faccia giocare allenatore, io fo canestro” implorava con accento toscano. Era vero. Non ha più smesso.

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“NBA. Non basta l’altezza. Io, il basket e l’America” di Danilo Gallinari

Danilo Gallinari è riuscito a coronare il suo sogno di ragazzo: diventare un cestista professionista e giocare nel torneo che non ha eguali: la leggendaria NBA. Guidato dalle domande dei fan raccolte dalla piattaforma digitale eFanswer, il Gallo ripercorre la sua carriera già formidabile raccontando da protagonista come rimbalza la palla a spicchi americana: “Siamo messi nelle condizioni migliori per esprimere il nostro potenziale, quando scendiamo in campo ogni aspetto della nostra vita extra-parquet è già stato risolto, e nel migliore dei modi: dobbiamo solo allenarci, giocare e dare il massimo per la squadra”. E anche che effetto fanno, gomito a gomito, fenomeni assoluti come LeBron James, Stephen Curry e Kobe Bryant: “La competizione è il vero stimolo per ogni giocatore: guardarli fa scattare dentro di me la voglia di saltare di più, correre di più, tirare meglio. Il confronto ti può avvilire o ti può spingere a migliorare: a me fa il secondo effetto”. L’autore è legatissimo all’Italia, alla Nazionale azzurra (“L’esclusione al pre-Olimpico di Torino è una delle sconfitte più brucianti della mia carriera”) e alla sua famiglia, a cui deve valori e sostegno illimitato. “Non Basta l’Altezza” rinfresca anche i suoi ricordi di bambino innamorato da subito del basket (“La pallacanestro, infatti, è sempre stata un pensiero fisso per me. Una grande passione. Ricordo che quando ero piccolo guardavo per ore le videocassette di Michael Jordan, il mio idolo indiscusso, e cercavo di ripetere le sue mosse”) e che poi attraverso la trafila classica riesce a diventare uno degli atleti italiani più forti di sempre. Un libro pieno di aneddoti sul basket che conta e con una stimolante lente di ingrandimento sui “Black Jesus” che incendiano l’entusiasmo nei palazzetti americani e nelle tv di tutto il mondo.

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Danilo gallinari

 

sarunas jasikevicius

“Vincere non basta. La mia vita, il mio basket” di Sarunas Jasikevicius e Pietro Scibetta

Nel 2013, nella sede della Euroleague a Barcellona, è stata inaugurata una sala che porta il nome di Sarunas Jasikevicius, onore riservato a solo tre esponenti del basket europeo. Basterebbe questo per raccontare l’importanza di un campione che, in questi anni, ha segnato la storia della pallacanestro. Poi ci sono i numeri: 4 Euroleague vinte (con Barcellona, Tel Aviv, Panatinaikos), 9 scudetti in 5 nazioni diverse, l’Oro agli Europei con la Lituania, il Bronzo alle Olimpiadi, 2 stagioni Nba. Questo è Sarunas, giocatore che del talento e della forza di volontà ha fatto il proprio marchio di fabbrica. Non c’è tifoso che non lo ami, appassionato che non conosca le sue giocate spettacolari. L’anno scorso ha smesso i panni del giocatore, iniziando una nuova carriera, quella di allenatore, che quest’anno lo vede vice allo Zalgiris. Un’autobiografia scritta con il giornalista Pietro Scibetta, in cui si ripercorrono le tappe di una carriera irripetibile: gli anni dell’indipendenza lituana, la scoperta del mondo occidentale, i successi con la rinata nazionale lituana, poi l’America, il matrimonio con Miss Mondo, il ritorno in Europa, gli avversari. Nel marzo del 2015 Sarunas Jasikevicius è stato nominato Euroleague Basketball Legend.

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“Shots for the ages. I canestri che hanno cambiato il basket NBA” di Davide Piasentini

Un viaggio narrativo attraverso i canestri che hanno cambiato la storia del basket Nba. Un percorso che si apre e si chiude con il più grande di tutti: Michael Jordan, il giocatore di basket più conosciuto al mondo. La rivoluzione di MJ ha elevato il gioco in una dimensione ancora più spettacolare, allo stesso tempo romantica e drammatica nella sua essenza più profonda. I momenti decisivi di una partita diventano metafora di vita e percorsi di redenzione e realizzazione individuale. Tanti i protagonisti: dai meno conosciuti Sean Elliott e Mario Elie, passando per gli specialisti Robert Horry e Ray Allen, fino a LeBron James, Stephen Curry e Damian Lillard. Storie di vita e di sport che si intrecciano e diventano leggenda. Rise to the occasion.

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Fabbro cestistico di pluriennale esperienza, momentaneamente fermo per un crociato schiantato. Veste i colori del P73 Conero dal 2005 e si è posto l'obiettivo di portare il basket minor alla ribalta delle cronache sportive.